42 km rosa…

Mosca – 10.08.2013

Un argento ai mondiali di atletica leggera, nella 42 km non si riesce a commentare con la giusta lucidità. Sarà che vedendoli correre ogni volta il pensiero mi va sempre a quegli interminabili allenamenti, che ho fatto miei per molti anni. Sarà che mi tornano in mente i km del buon Stefano Baldini ad Atene 2004, sarà che mi emoziono ancora troppo per giudicarli in maniera adeguata e staccata.

Comunque sia, Valeria ed Emma sono state strepitose, Valeria Straneo su tutte (quasi tutte), che ha dato idea a chi non è del settore che la caparbietà, la tenacia, l’umiltà, la grande “sofferenza” del maratoneta, possono e debbono portare a grandi risultati.

Ieri ha scritto la sua storia, quella che tutti noi crediamo di poter un giorno scrivere o di vederla scrivere magari da un tuo atleta; la storia di una mamma che arrivata tardi (tardino..) alla corsa, ha dimostrato che nulla è precluso.

Il mondo dello sport ci ha abituato a belle storie, leggendarie battaglie agonostiche, risultati al di sopra delle aspettative, ma anche a fortissime delusioni, figlie di “castelli” creati su l’inganno (vedi vicende anche di casa nostra che hanno smontato i miti). Penso che Valeria ed Emma siano figlie del sacrificio e della passione, figlie non di contratti milionari ma bensì di umili risvolti quotidiani. Penso che loro siano uno dei migliori esempi per i piccoli atleti e non solo loro, che sognano un giorno di fare “la ruota” magari davanti a milioni di spettatori, e con materna custodia, fasciarsi il corpo con la propria bandiera, cercando conforto dopo la lunga fatica.

Amo la maratona perchè mi da sempre spunti di riflessione, e perchè mi suggerisce sempre una cosa…credici, credici, credici!

PN